Torna, seppur in una veste nuova, L'imbattibile Daitarn 3. Rendiamo merito a MTV che a differenza di altre emittenti commerciali sceglie di trasmett
ere serie giapponesi nuove e vecchie adatte anche ad un pubblico non troppo giovane e ai vecchi nostalgici. Unico neo: il doppiaggio. Chi come tanti è affezionato alla storia dell'animazione giapponese deve molto alle tv locali, oltre metà delle serie storiche sono state trasmesse negli anni 80 da tv locali e riprese successivamente dalle emittenti nazionali. Il budget probabilmente era limitato e le traduzioni dei testi originali lasciavano a desiderare. Ma a noi poco importa, siamo legati a quelle voci e se da un lato esigiamo traduzioni precise e meticolose per un prodotto tendente alla perfezione, dall'altra non possiamo rinnegare un Actarus/Romano Malaspina, Haran Banjo/Renzo Stacchi o Tetsuya Tsuruji/Piero Tiberi.
E' un peccato, senza nulla togliere ai nuovi doppiatori, sentire voci diverse con effetti diversi. Nel caso specifico di Daitarn 3 oltre alla voce di Banjo c'era un imperiale Vittorio di Prima che dava la voce a tutti i comandanti Meganoidi di ogni episodio. Probabilmente i master originali con i vecchi dialoghi son
o troppo usurati per la messa in onda e allora con l'arrivo dal Sol Levante della serie rimasterizzata si è deciso (con l'obbligo della casa madre di produrre un doppiaggio attinente ai testi originali) di rifare tutto. Per fortuna nessuno ha pensato di rifare la sigla. La sigla di Daitarn 3 è un capolavoro. Non si tocca. Non c'è bisogno di aggiungere altro.
o troppo usurati per la messa in onda e allora con l'arrivo dal Sol Levante della serie rimasterizzata si è deciso (con l'obbligo della casa madre di produrre un doppiaggio attinente ai testi originali) di rifare tutto. Per fortuna nessuno ha pensato di rifare la sigla. La sigla di Daitarn 3 è un capolavoro. Non si tocca. Non c'è bisogno di aggiungere altro.
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