Questo blog non vuole essere né un enciclopedia di cartoni animati né tantomeno una raccolta cronologica di serie a fumetti, ce ne sono a decine in rete fatte molto bene, non credo che una in più possa fare la differenza. Cercheremo insieme di raccogliere idee, ricordi, impressioni (un pò nostalgiche) di ciò che si leggeva e si guardava in tv un tempo, cercando di trasmettere a chi non c'era le emozioni di quei momenti....e spiegare perchè chi oggi ha 30-35 anni ogni tanto non può fare a meno di dire "..e l'ultimo chiude la porta !!".

2.09.2007

Lo spazio di Leiji.1

“L’universo è la mia casa…la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene…la mia bandiera è un simbolo di libertà.”



Capitan Harlock è una delle serie meglio riuscite del maestro Leiji Matsumoto, trasmessa in Italia il 9 febbraio 1979 dalla Rai. Racconta le avventure di un piccolo equipaggio a bordo di un'astronave (l'Alkadia, dotata di una propria anima) che crede nel pianeta Terra, ma non vuole sottostare ad una società corrotta senza principi.
La grafica non era perfetta, estremamente semplice alternava puntate di buona fattura con altre più scadenti (in tutto 44) ma ricche di trama e significato.
Difficile rimanere insensibili...fu amore a prima vista...affascinante, semplice e complicato allo stesso tempo. Intrigante.
Harlock portò diverse novità, innanzitutto fu una delle prime serie a cartoni ad utilizzare un'orchestra filarmonica come colonna sonora e questo permise di aumentare l'effetto di molte scene aumentandone il pathos.
LA serie fu il primo cartone ambientato interamente nello spazio (Goldrake pur essendo una serie robotica si ambientava prevalentemente sulla Terra) introducendo nuovi concetti amplificati dalle caratteristiche dei protagonisti, quasi un 'Fattore Harlock'.
Lo spazio, infinito, inesplorato, profondo, temuto ma rispettato diventa rifugio a misura d'uomo di un pirata che trova la giusta dimensione e ne fa la sua casa. In mezzo al silenzio i suoi monologhi, accompagnati da un bicchiere di vino, dall'arpa di un'amica, nella sua splendida antica cabina di legno intarsiato di una nave dotata di una propria anima che non è solo una nave ma un simbolo, carico di mille significati e mille sfumature che a volte pare voglia parlare...
Un silenzio interrotto solo dal rumore della guerra, dalle mazoniane, le donne 'che bruciano come carta' comandate dalla regina Raflesia.
La ricchezza di principi di Harlock ne fanno un personaggio unico, in più episodi si trova in crisi fino al punto da rendersi conto che l'invasione mazoniana è dettata da necessità e non da cause puramente belliche; profondo è l'amore verso Maja, figlia del costruttore dell'Alkadia e residente in un orfanotrofio del Giappone.
Harlock non la vuole sulla sua nave perchè crede che la bambina possa essere una delle speranze del pianeta Terra.
Anche qui la Rai ha voluto mettere la propria firma: i dialoghi di Harlock sono stati 'alleggeriti' perchè il personaggio era considerato troppo anarchico e l'ultima puntata che vede l'epico scontro tra Harlock e Raflesia fu tagliato quasi a metà perchè le linee femminili della regina erano troppo marcate.

Per fortuna per supplire a questo scempio ci pensarono gli amici Tempera-Albertelli con un altra sigla da disco di platino. Un altro capolavoro assoluto. A queste persone presto dedicheremo parte del nostro spazio.


"Vaga verso stelle lontane. Il suo vessillo è un teschio bianco in campo nero. Vive la sua vita in uno Spazio senza confini e senza domani, in armonia con le leggi dell'Universo. Libero."


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei un grande! Mi hai fatto tornare in mente i tempi in cui lo guardavamo seduti sul divano mentre facevamo merenda... Sigh!!! Aggiungerei solo che è il padre di StarBlazer uno dei più bei cartoni mai trasmessi.
SUGO!!!

EMMEESSE ha detto...

Capitan Harlock è veramente uno dei cartoni mitici della nostra infanzia. Ripensandolo oggi, un eroe dalla personalità complessa e sfaccettata.
La sigla poi è qualcosa di eccezionale. Bel blog!

 
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